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Il 7 settembre del 2010, come al solito, si lavora.
Per vivere si lavora.
Si fanno battute, si ride, si guardano carte, si organizzano le auto, le uscite, le cartelle, i fax, il telefono, tanto telefono, sempre il telefono, si scherza ancora......
piaghe-ferite-ampuatazioni-malattia-letto da ospedale-antidecubito-sedia a rotelle-l'urologo-cateteri-venga, prego, è grave? anziani, mio padre, mia madre, prego, aspetti, la ricetta.
E' terminale???
Ma Rossi è ancora vivo?? Come sta.....peggio di prima...mannaggia.....telefono che squilla, squilla, voci, suoni, squilli, noi stessi....tutto s'addensa, noi stessi ci addensiamo nella stanza, si lavora, si lavora, qualcosa per ognuno, a tutti serve qualcosa, se vivono ancora, allora sono pazienti nostri.
Poi alla fine si esce.
E' una mattina in cui incontro un altro Andrea, come me, Andrea anche lui.
A casa sua, via Laurentina, a Roma.

E' Andrea come me.
E' Andrea come me.
E' Andrea come me.
E' Andrea come me.

I ricordi non seguono regole, la memoria fa ciò che vuole, viaggio tra Tor Vergata e Laurentina pensando Andrea come me....c'è il super-Io, il censore, c'è l'Io che parla con tutti, c'è l'Es che ha sempre fame di qualcosa......
L'inconscio pensa come pare a lui, e provate a fargli fare diversamente....
Penso: la mente è un corpo estraneo, un tiranno...
quel maestro yoga disse all'allievo prova a non pensare per questa notte alle scimmie, a non pensarci minimamente.....
l'allievo che tornò dicendo "maestro, pensavo d'impazzire, per tutta la notte, non ho potuto dormire, non ho fatto altro che pensare alle scimmie, solo alla scimmie, non sono riuscito a non pensarci............."
E ancora diciamo "stai calmo"-"non desiderare"-"non volere".........
A casa, alla fine, via Laurentina, mamma, ride, parla,scherza, il caffè, e questo e quello, è una mamma, lui è Andrea..anch'io sono Andrea!
Lui è più giovane, 31 anni.
Mamma sorridente, dopo più di tre anni è tutto metabolizzato, lei è mamma lui un figlio, si piange e ci si strappano i capelli solo per un periodo limitato di tempo.
Poi ci si mette all'opera, si fa.
Da tutti, dovunque, l'ha portato dappertutto, mi dice la fisioterapista, ha fatto tutto.
Andrea lui, ha fatto l'incidente. Io no. Questo ci separa.
Botto spaventoso con la macchina.
Giù nel coma.
Coma.
Coma.
Coma.
Coma.
Coma.
Coma.
Sei mesi, più o meno. Profondo, lungo, neurochirurgia, ripresa debole, ripresa un po'....... piaghe, ipertermia , complicanze......calcificazioni articolari spaventose...... casini su casini.....risveglio parziale.
Stato di minima a coscienza. In lingua scientifica, soggetto minimal responder.
Occhi aperti, sbircia intorno, mangia da una valvola nello stomaco, pipì dal catetere, pannoloni sempre.
Respira da solo. Senza tracheostomia o ventilatore: è tanto, vi giuro che è una gran cosa.....un tesoro...respiro spontaneo....ti fa andare a casa, il respiro spontaneo.
Dopo 2 anni d'ospedale.
La mente???? Muove su richiesta, insistendo un po', l'avambraccio sinistro, cerca di aprire la mano sinistra quando gli dico "Andrea, dammi il cinque!"
Abbandonati comunicatori a pulsanti e altri marchingegni, non si riesce a dialogare, non si sa cosa capisce, dov'è......me lo racconta la terapista.
Ma tra i minimal responder è un fiore, cerca pure di darmi il cinque, è tra i migliori in assoluto.
Tributo da pagare all'automobile, salasso di vite giovani, la più grave tassa di circolazione.
Noi siamo lì per organizzare una permanenza in un Centro.
Per valutare, parlare, leggere, scrivere, approvare, comprendere.
Io sono qui, penso, perchè come lui sono Andrea.
Ma io non ho avuto l'incidente.

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