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Oggi, ormai ieri, alle 17 e 45 spaccate, a Roma, scendo dalla casa di una paziente, salgo sullo scooter faccio 50 metri, svolto da Via Calpurnio Fiamma a Viale Don Bosco
e mi ritrovo sotto un portone presidiato dai giornalisti in quantità tale da far pensare che siano sbarcati gli extraterrestri.
Ci arrivo insieme ai Carabinieri, mi ritrovo in mezzo alle tre macchine che si fermano e da cui vedo scendere un graduato e altri uomini in divisa: capisco tutto quando vedo sul portone ALESSIO LIBERO scritto a mano, su fogli di carta attaccati vicini.
Ma avevo già intuito tutto.
Sono venuti a prendere Alesssio Burtone.
Perchè non puoi pensare di ammazzare una persona con un pugno e poi di startene a casa in attesa del processo.
E' quello che vorrei dire ai suoi amici, che vedo lì pronti a sbottare la loro solidarietà all'amico coatto che sì è solo difeso "d'a straniera che ar paese suo nu a fa a fila per bietto??"
"Arivattene ar paese tuo!!!!"
Solo che questo non è il vostro, di paese, vorrrei dire loro.
Ma chi ve l'ha consegnata Roma, coatti che non sapete nemmeno fa' i coatti, borgatari senza borgata, tutto un omogeneizzato piccolo borghese, dal centro a Ponte di Nona, la borgata non c'è più e i coatti non sanno più nemmeno i loro codici, nun se tocca 'na donna, "NUN TE MENO SOLO PERCHE' SEI NA DONNA!!!"...."HAO' CHIAMA TU' MARITO CHE IO AE DONNE NUN GNE MENO!!!!"
Vigliaccata inammissibile, 'na vorta, toccare una donna, dalle donne le botte si prendono anche, senza nessun disonore, perchè n'omo è n'omo.
Se veramente è un uomo.
Vorrrei fermarmi a litigare, a dire non è questa Roma, stronzi, Roma è tollerante, aperta, multicuturale, multitutto......non diamo 'st'immagine....ma a che servirebbe, a fa' n'artra rissa........
Maricica Hahaianu.
Mi studio la foto, vado spesso per lavoro a Villa Fulvia, dove lavorava, ci sono stato l'ultima volta non più tardi di 4/5 giorni fa, mi sembra di ricordarmela, ma sarà la suggestione......di sicuro abbiamo parlato di lei e delle sue colleghe straniere, siamo stati 10 minuti in attesa dei medici del reparto nella stanza di un paziente e in quel lasso di tempo sono entrate 3 diverse infermiere non italiane: l'ho fatto notare alle mie colleghe, ho detto loro "vedete, tre infermiere e sono tutte straniere......queste lavorano sicuramente per cooperative, quando tra poco taglieranno i fondi alla clinica, come si dice in giro insistentemente, saranno le prime a saltare, ma che schifo di modo di far lavorare le persone ....!"
Maricica Hahaianu.

Ancora una volta di notte a pensare a donne vittime di uomini che odiano le donne.

Ancora a riflettere sul femminicidio.

Anche se qui c’è il “preterintenzionale” di mezzo.

Preterintenzionale significa, letteralmente, “che va oltre le intenzioni”, cioè oltre le intenzioni dell’aggressore: io magari volevo solo tagliarti la mano destra, non
ucciderti, assolutamente no, tu sei andato a morire…mica è colpa mia!!!

Volevo darti due calci nello stomaco perché non mi hai dato la precedenza al semaforo, tanto perché imparassi la lezione, ti si è rotta la milza e sei morto di

emorragia interna, che ci posso fare…..è molto oltre le mie intenzioni, io al
massimo volevo romperti qualche costola.

Io di fronte a questa circostanza della preterintenzionalità sono sempre molto perplesso. La gente non si prende a randellate, non si colpisce con spranghe,

mazze, coltelli, pugni, calci e quant’altro.

Non si fa e basta.

Senza scuse, senza sconti, senza deroghe, senza attenuanti.

E chi lo fa si assume tutte le responsabilità che aggredire un proprio simile comporta.

Ne risponde fino alla fine, fino all’ultima conseguenza del suo agire.

A meno che l'oggetto dell'aggressione non sia un serial killer che vuole soffocare il tuo bambino nella culla, ma questa, e tutte quelle simili, sono, ovviamente, situazioni completamente diverse.

Ma quale preterintenzionale….uno spintone, uno schiaffone violento, al massimo, possono far cadere “male” una persona , come si dice, battere la testa e magari

anche morire…..

Non un pugno dato con quella violenza cieca in pieno volto ad una donna, dato per far male, per annichilire la vittima, no…..per favore non mi si parli di “oltre le intenzioni”!!!!

Violenza vigliacca nei confronti di una donna.

Chiamiamola, per favore, con nome, cognome ed indirizzo, se vogliamo sperare di arginarla almeno un po'.

Se vogliamo rispettare almeno la memoria, ormai solo quella, di Maricica.










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Commento

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Commento da Tania Masaia su 22 Ottobre 2010 a 8:19
sono completamente d'accordo con te.... ma ormai in Italia chiunque commetta qlk crimine riesce sempre a trovare una scappatoia... sono davvero troppo pochi quelli che scontano la loro meritata pena.. la giustizia Italiana lascia troppo a desiderare! troppo spesso la violenza viene giustificata e nn condannata... se nn a parole....

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