Il vento sembra volere schiodare le persiane......tutto cigola, sbatte, si muove, vibra.....
L'andamento
del vento è a raffiche, si sente che inizia a soffiare, aumenta,
rinforza, poi c'è qualcosa che fa rumore, che si muove, mentre si riesce
ad udire distintamente la voce del vento e il suono dell'aria che si
sposta......quindi tutto quel soffiare cala, scade repentinamente e la
raffica si esaurisce, si svuota d'energia, lasciando il posto, dopo una
brevissima pausa di calma assolutamente falsa, ad un vento di fondo che
tiene coscienziosamente la scena mentre la protagonista, la raffica,
prepara il suo prossimo ingresso.
La notte sembra piena solo di
questo, di vento incoercibile di scirocco, che sciama in una città di
cui sembra che agli uomini non importi più nulla.
E' come se gli uomini avessero ceduto la città allo scirocco, in cambio del dono del sonno.
E
se fosse, penso, e se così fosse, se il sole non sorgesse più, se gli
uomini avessero scambiato il sonno senza fine e la notte senza ritorno
con lo scirocco, se avessimo comprato il dono dell'oblio dal vento in
cambio del suo diritto di scuotere per sempre le città nel
buio....grande e bello e profondo e mite e profumato di assoluto, è
comunque il sonno...........il sonno è una pace fine a sè stessa, una
tregua di guerra senza cessate il fuoco. Ma lo è fintanto che esiste il
risveglio, il giorno che segue alla notte.
Se esistessero solo sonno, vento e notte, il sonno non sarebbe che un immenso, infinito, sogno senza fine.
Ma
già so che è una fantasia, non possiamo venderci un destino di cui non
siamo padroni, non abbiamo merce da mettere sul tappeto e da barattare.
Intanto lui, il vento, nobile e susseguioso, continua a parlare una lingua che segue la sintasssi dell'eternità.....
Ora tace, alla fine della sfuriata, mentre attende di riprendere il giusto passo della danza.
A
vederlo adesso, questo mondo addormentato, verrebbe veramente voglia di
poter lasciare tutto, così, sospeso, cose, vite, pensieri, azioni,
uomini, tutto quanto, tutto sospeso, affetti compresi, in questa pausa
notturna che è una tregua senza cessate il fuoco, un armistizio senza
pace, in una guerra di cui, peraltro, niente ci è dato di comprendere.
Il
vento, del resto, nel suo eterno soffiare, leviga le pietre che trova
sul suo cammino, comprese quelle accatastate dall'uomo, altro non fa, la
sua metafisica compete a noi, non a lui.
Lui smuove la polvere, ma solo noi abbiamo coscienza di essere polvere, non lui.
Ma nessuna metafisica sposterà mai il sole di un millimetro dal suo cammino, lo sappiamo.
Perchè
pensare alla fine è solo un gioco, un bel gioco, un gioco in possesso
della mirabile capacità di porre domande più belle delle risposte.....
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