okmamme

il social delle mamme per le mamme






Alle nove e dieci di una domenica mattina di Maggio ci lasciamo alle spalle la spiaggia bordata di macchia mediterranea, incorniciata più indietro, verso l’interno, da altro
verde più scuro che sfuma nel bluastro: è la vegetazione della Riserva
Presidenziale di Castel Porziano, già tenuta di caccia dei Savoia, lembo di
terra verde residuo incuneato tra Ostia e Tor vajanica che resiste ancora all’urbanizzazione
selvaggia, estremo baluardo di resistenza agli assaltatori del cemento selvaggio
che da queste parti hanno costruito fino a ridosso della risacca.


Anche la spiaggia e le sue dune marezzate di arbusti bassi e cespugliosi sono “terra protetta”, fanno parte di una riserva naturale che ha posto sotto tutela questo ultimo
fazzoletto di costa che ha miracolosamente resistito all’invasione di case
costruite fin sulla spiaggia, tipica di questi luoghi.


Il mare ci mostra la sua faccia migliore, quella delle giornate in cui sembra sorridere al cielo limpido e sgombro di nubi, arricciando la piccola onda orlata di spuma che si
forma a terra come se fosse il labbro
superiore della sua bocca, atteggiata a sorridere agli uomini che si affacciano
ad ammirarlo sulla spiaggia.


Non è sempre questo il suo umore, ovviamente, non sempre la calma spiana la sua fronte.


A volte è più mosso, quasi nervoso, indifferente, come distratto da altri pensieri, percorso da una specie di tensione che ti ricorda che sei tu che devi stare attento,
aver presenti i tuoi limiti, perché lui procede per conto suo, non condivide le
coordinate spazio-temporali degli uomini, non bada alle piccolezze dell'umana
specie.


Quando poi l'ira si scatena, quando si arrabbia davvero, non è più il caso di discuterci, è meglio aspettare semplicemente che smetta di prendere a calci l'uscio della terraferma.


Ma in giornate superbe di Maggio come questa, la meraviglia è data dal connubio tra il mare che sfoggia il suo più inarrivabile sorriso, lo splendore del sole e la
perfezione del cielo, nitido, saturo d’azzurro,
senza una nuvola.


Il gommone plana, si solleva dall’acqua come a voler sconfiggere la forza di gravità mentre noi ci solleviamo insieme a lui, seduti sui tubolari in due file che si
fronteggiano, separati da un doppio muro di bombole, punta la prua verso il
mare aperto a cercare la sua meta.


Il gommone è un microcosmo che si allontana verso il blu assoluto, qui non ci sono isole, promontori, scogliere, calette da raggiungere, qui si punta la secca in mare
aperto, si prende un angolo di bussola, 210 gradi partendo dallo stabilimento e
sempre dritto, verso le boe gialle, i confini della riserva marina, dieci
chilometri di assoluto mare e ci sei, una montagna sotto il mare, che risale
dai 70/80 metri ai 15/20 del cappello della secca.


Intorno chilometri di fondale piatto e sabbioso.


Sulla montagna sommersa, rocciosa, anfrattuosa, accogliente, trova rifugio e ambiente favorevole tutta la vita marina.


Pesci, nudibranchi, celenterati, antozoi, briozoi, ascidie, spugne coralli, cefalopodi, molluschi, stelle marine, ricci…….. tutto….cioè vita, colori, forme, comportamenti,
incontri…esplosione di vita a volte incontenibile, pareti di roccia tappezzate
di ogni colore, sagome di pesci di splendido argento metallico, lente, caute,
previdenti codate di cernie che superano il metro…….


Silenzio perfetto, pervasivo, inusuale, che fa scattare la riflessione, l’attenzione verso sé stessi e i propri pensieri.


Silenzio magico che trasforma tutto in un film da cinema muto, in cui contano i comportamenti, i gesti, il linguaggio corporeo, i
segnali.


Per ormai lunghissima abitudine io guardo infatti come le persone si muovono, le posture, la fluidità del movimento: il problema, il conflitto pericoloso, la
contrarietà, si può cogliere ancor prima che si manifesti, semplicemente
leggendo il comportamento motorio di chi è con noi.


Il gommone plana sull’acqua, è quasi tutto fuori, più dei due terzi anteriori, solo la parte finale e l’elica sono in acqua.


La sensazione, stando seduti sui tubolari, con un mare così liscio, è più assimilabile al volo che alla navigazione.


Fuori dall’acqua, sollevati insieme al gommone volante, nel blu dipinto di blu.


Non c’è più molto da dirsi, in questa specie di estasi, siamo quasi note di


uno spontaneo inno alla gioia della natura.


Ci guardiamo ammiccanti e sorridenti, complice anche il rumore del motore che non incoraggia fluide chiacchierate, un po’ beoti per un eventuale osservatore esterno, uno
estraneo al nostro cerchio magico di iniziati al culto della spuma di mare
prodotta dalla prua che avanza.


Mare azzurro e spuma bianca della nostra onda di prua, spuma davanti a noi e dietro alla nostra poppa, a formare la nostra scia.


Sorridiamo, scuotiamo la testa, accenniamo alle condizioni meravigliose del mare, estasiati dal prodigio di una giornata perfetta.


Parliamo non per discorrere, ma per comunicarci la nostra gioia.


E non abbiamo ancora messo la testa sotto l’acqua.


Visualizzazioni: 1

Commento

Devi essere membro di okmamme per aggiungere commenti!

Partecipa a okmamme

© 2012   Creato da Alessandro Giuliani.

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio