Il 30 Giugno 2010, il giorno del mio compleanno, un sms sul cellulare
inviatomi da una collega, m'informa che un'emorragia cerebrale ci ha
portato via per sempre Carla Arpino, neuropsichiatra infantile,
professore universitario a Roma e a Napoli, docente anche a Tirana,
Albania, per conto dell'Università di Tor Vergata, medico dei bambini.
Un destino privo di fantasia ha voluto che ci fosse tolta per
un'emorragia cerebrale, lei che ai danni cerebrali dei bambini aveva
dedicato tutta la sua vita e la sua intelligenza.
L'ho cercata ieri digitando su Google, ho cercato una sua immagine,
perchè la vedevo di rado e avevo voglia di immaginarmela bene, come era
realmente e non con tutti gli artefatti e i rimaneggiamenti che la
memoria opera quando è in difficoltà.
Ho trovato una foto messa dall'Università di Tirana, in Albania,
accompagnata da un breve necrologio.
E ho potuto rivedere il suo sorriso e i suoi capelli, di persona viva e
non di Professore deceduto. Aveva quell'aria d'incredulità che spesso
sembrano avere le persone morte nelle fotografie fatte in tempi di
serenità, quasi volessero dire "ma noooo, non è vero che sono morto, ma
dai, non ci credere!!!"
Non aveva cinquant'anni, Carla Arpino, la Prof., la mia neuropschiatra
di riferimento, la dottoressa a cui mi rivolgevo e a cui indirizzavo i
bambini in caso di necessità di un parere o di una diagnosi da parte di
una persona solidamente brava e concreta.
L'avevo conosciuta alla Laurea Specialistica, dove era stata mia
docente, e subito l'avevo eletta come mia Neuropsichiatra Infantile
ideale!
Perchè Carla Arpino era brava, precisa, essenziale, senza fronzoli,
senza sbavature, accademica nel senso migliore del termine, non piena di
sè, vanitosa, autoreferenziale, egocentrica come i Professori Uomini
sono di solito: lei era forte della sua bravura, era solida perchè
lavorava, curava i bambini e ricercava, con zelo e coscienza, come
sconfiggere le malattie.
Brava come forse solo le donne sanno essere.
Era una mamma, una che aveva avuto paura come le altre dei guai
congeniti, una che ti diceva che, anche se sei scienziata, la difesa
psicologica migliore è pensare che gli eventi avversi che possono
accadere al tuo bambino che sta per nascere sono in fondo rari,
statisticamente molto rari e che il gioco di dadi delle probabilità ci
dice che è molto più probabile che tutto vada bene.....
Non era una che ti rassicurava con una pacca, o che sostenesse che sia
possibile poter controllare tutto, era una persona straordinariamente
realistica.
Dalla conoscenza nata in aula avevo cominciato a cercarla per i piccoli
pazienti che avevano bisogno di un approfondimento in ambito
neurologico, motorio o cognitivo, e lei mi aveva dimostrato da subito
una disponibilità e una ricettività non comuni, sia verso i piccoli
pazienti, che mi diceva di mandarle all'ambulatorio qui vicino, al
Policlinico Tor Vergata, sia verso le mie richieste di consulenze
"estemporanee" al telefono.
L'ultima volta l'ho cercata per un consiglio relativo ad un bimbo di
una mamma conosciuta su facebook, su OK Mamme.......
Oggi sono un po' più povero in questo senso, ho perso un punto di
riferimento in un campo che mi sta particolarmente a cuore, la salute
dei bambini, ma soprattutto se n'è andata una persona
vera......mamma..... medico dei bambini...... brava ......
intelligente....... disponibile.........
Grazie Prof.!!!!!
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