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il social delle mamme per le mamme

Nove anni fa non esistevano, almeno per me, blog, forum,social network e simili, non chiacchieravo con il resto del mondo dal salotto, avevo sì e no una connessione internet dentro casa.
Però cercavo ugualmente di trattenere la memoria, tenendo, grazie alla vecchia cara invenzione della carta, una specie di diario, insieme ad Antonella, scritto sulle pagine rosa di un quadernetto che portava stampata sulla copertina la scritta "Piani di volo", in cui davo voce a Lorenzo che ci/si guardava intorno, commentando noi ed il resto dell'orizzonte degli eventi che gli capitavano a tiro.
Lorenzo è nato il 1 settembre del 2000, l'11 settembre del 2001 aveva da poco compiuto 1 anno e si trovava all'Isola del Giglio, a farsi un supplemento di vacanze, insieme alla mamma, ospiti in casa di una nostra carissima amica.
Io ero qui a Roma e lavoravo, avevo fatto già tutte le mie ferie ed ero felicissimo che per loro la festa continuasse.
Quando ci fu quella specie di Apocalisse stavo con una paziente emiplegica, a casa sua.
In un vero battito di ciglia sono passati quasi 10 anni.
Qualche giorno dopo, la notte tra il 28 ed il 29 settembre 2001, Andrea/Lorenzo scrisse nei "Piani di volo" di quell'undici settembre: è un brano assolutamente intimo, familiare, come s'immaginerà, uno scritto che è un pezzetto di storia di una famiglia......la nostra, che abbiamo letto solo io e Antonella, perchè ancora non lo conosce neanche Lorenzo.
Mi sono quindi deciso a condividerlo con un po' di riluttanza, ma poi ho pensato che potesse essere un piccolo, utile, sentito contributo per questo quasi decennale, perchè riguardo a circostanze storiche come questa la misura più importante per tentare di evitare che riaccadano è MANTENERE LA MEMORIA, rinsaldarla, coltivarla, fortificarla, perchè anche il sonno della memoria, oltre a quello della ragione, può generare mostri.
Il brano racconta l'impatto dell'undici settembre su un genitore, uno come voi, quindi parla di me......di voi.... di noi.

"Dio mio come passa il tempo", direbbe mio padre.
Siamo nel 2001, è la notte tra il 28 e il 29 Settembre 2001, anzi sono le 2 del mattino del 29 Settembre 2001, un Venerdì, domani è Sabato, papà non lavora, anzi, ha solo 2 pazienti privati al mattino, niente di serio.......
Mio dio è passato il tempo e chissà come passerà ancora, chissà quando tirerò il fiato su queste pagine rosa.
L'undici Settembre 2001 avevo compiuto un anno da pochi giorni quando è successo tutto, 4 aeroplani dirottati negli Stati Uniti d'America, due scagliati contro il World Trade Centre, le Twin Towers di New York, uno sul Pentagono (sì, proprio "quel pentagono", quello che bastava nominarne la forma per evocare il cervello della più potente macchina da guerra di questo pianeta), un altro finito in un campo di granturco, probabilmente per la ribellione dei passegeri.
Migliaia i morti, suicidi kamikaze gli attentatori, crollate le due torri gemelle: sono fondamentalisti islamici, è l'organizzazione di Bin Laden, in una settimana sarà più famoso della pizza e dei Beatles.
E' il primo, grande, tremendo atto di guerra sul territorio degli U.S.A. di tutti i tempi.
E' l'ingresso vero, sanguinoso, fumante di carburante e polveri nel 3° millennio dopo Cristo.
Io sto con mamma all'Isola del Giglio.
Mi chiedo quanti erano in vacanza nel 1939, quando si sparse la notizia che i Panzer tedeschi avevano fatto un boccone solo della Polonia.
Ma come faccio a chiedermelo, ho solo 4 denti, mi balocco con mazzi di chiavi, palette verdi, secchielli, pupazzi, mi abbronzo, m'insabbio....papà è a Roma, a lavorare, lui sa il mare, lui sta all'erta su tutto, lui starà bruciando dentro come l'olocausto che non avrebbe voluto vedere mai.....

Io sto a Roma, quartiere S. Giovanni, da una signora Graziani vedova di un generale omonimo ma senza parentele con quello fascista.
Ricorderò per tutta la vita l'attimo in cui, per la prima volta in vita mia, al capezzale di una signora emiplegica, ammutolita per lo sforzo di comprendere, davanti ad una televisione che neanche l'Orson Wells della Guerra dei Mondi avrbbe potuto immaginare così irrealmente vera, ho pensato Mio Dio Dov'è Mio Figlio.
Dopo, ora, in questa notte, nel tempo che verrà, il cervello, la mente, ha attivato la rete della razionalità, fede fanatica, politica, storia, ideologia, economia, la riflessione, la comprensione, lo sforzo di comprendere i fatti, fondamentalisti che cercano il consenso delle masse dei disperati in alcuni Stati-chiave di orientamento moderato: tutto dopo.
Lì, allora, ho temuto la fine del Mondo.
Per un pò non abbiamo capito neanche bene di cosa dovevamo avere paura, non era chiaro, l'impressione, la preoccupazione istintiva, animale, irrazionale, era che stesse per finire il Mondo intero.
Quel pomeriggio la televisione avrebbe potuto benissimo trasmettere in diretta l'esplosione delle bombe atomiche.
Nel mio stomaco contorto si dibatteva tutto ciò e molto di più ancora, un pugno era entrato nel mio addome e mi aveva afferrato sotto il diaframma 10 minuti dopo che ebbi cominciato a vedere l'orrore in diretta televisiva, al quartiere S.Giovanni, Roma, anno 2001 dopo Cristo.
E' l'animale che ha cercato suo figlio, il cucciolo, senza nome io e senza nome lui, come sono appunto gli animali, dov'è mio figlio, come le bestie impaurite, così ci hanno ridotto, come bestie impaurite.
E' il giorno di paura che io e la mamma non avremmo mai voluto vivere, come genitori.
Il giorno peggiore: e che oggi siamo costretti a sperare resti il peggiore, perchè non ci sia dato in sorte, in futuro, di scrivere di qualcosa di peggio.


































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